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F.Bidente
NK”Fosso Bidente delle Celle”
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Durata del vincolo: fino alle ore 24,00 del 31/12/2007
REGIME
SPECIALE DI PESCA:
PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA
ARTIFICIALE CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL
PESCATO
Itinerario:
proseguendo
da S.Sofia in direzione Firenze si costeggia il Bidente di Corniolo. Il fosso
delle Celle è un suo affluente di sinistra e la statale lo attraverso poco dopo
il paese di Corniolo.
Da due anni il tratto NK è stato prolungato, a valle, fino alla sua confluenza
con il Corniolo.
Per accedere alla parte bassa si può parcheggiare vicino al ponte della statale
ma la zona paesaggisticamente meritevole è quella corrispondente al tratto
storico del NK. Per raggiungerla s'imbocca la strada sterrata sulla destra,
poco prima del ponte, e si procede in auto fino al cancello da dove a piede si
raggiunge la briglia di presa acqua. Il laghetto creato dal manufatto si è riempito col tempo di
sedimenti trasformandosi in ben poca cosa, ma qualche bella trota ancora vi
sopravvive. Evitate d'impantanarvi e proseguite oltre alla scoperta della sua
vera natura. Attenzione, se ora guardate in alto, alla vostra destra, potrete
intravedere un sentiero che correndo a mezza costa accompagna il torrente per
tutto l'itinerario. Se invece avete percorso tutto il tratto (occorre circa una giornata di pesca) genera una punta d'indignazione scoprire che alle "Celle" ci si arriva anche in macchina, ma non preoccupatevi è l'unico altro accesso e da qui a risalire il torrente è agli sgoccioli. Per il ritorno affidatevi al sentiero di cui sopra (qui è vicino all'acqua): vi condurrà direttamente alla vostra auto. Quassù ci si arriva proseguendo per qualche altro chilometro in direzione Firenze ed imboccando una strada bianca sulla destra con indicazione "Agriturismo Poderone". La strada in più che farete in auto sarà compensata dalla comodità d'accesso al torrente e da una capatina all'Agriturismo (Tel.0543 980069). Schiuse ed insetti: scorrendo in una vallata impervia e completamente disabitata l'acqua è di ottima qualità. Questo risulta evidente sollevando i sassi: è facilissimo riscontrare la presenza delle larve della Grande Perla (Perla Marginata), di ninfe di Ephemera o di grossi Ecdyonuridi. Molto abbondante, inoltre, la popolazione di tricotteri, differenziati in varie specie. Sono facilmente individuabili agitando i cespugli della riva o semplicemente cercandone le larve, protette dentro ai loro astucci di sassolini o legnetti, in movimento tra i sassi del fiume. Nonostante la concentrazione di insetti non aspettatevi delle vere e proprie schiuse, qui, come in tutti i piccoli torrenti, il pesce è sempre alla ricerca di una probabile preda e non si formalizza troppo sulla vostra imitazione, purché sia corposa e presentata senza dragaggi.
Periodo
di pesca: dall’ultima Domenica di Marzo, alla prima Domenica di Ottobre.
Note
di pesca. Tutto il tratto è all'interno del parco: quindi trote cresciute in posto, anche
se “cresciute” è la chiave del problema. Dopo l’istituzione della zona
regolamentata ci aspettavamo, anno per anno, di vederne aumentare taglia e
numero, ma niente di tutto ciò. Qui le fario ci sono ma non crescono, sono
sempre 20-25cm. Non che manchi il cibo, che come già detto è abbondante,
probabilmente gli manca il tempo.
È un itinerario impegnativo ma non s'incontrano particolari difficoltà nella sua risalita. Le trote sono selvatiche e quindi tenderanno a dileguarsi al minimo rumore facendovelo sembrare deserto se non utilizzate dei cauti avvicinamenti. La parte migliore come rendimento è sicuramente quella centrale che in funzione della sua distanza dai due accessi è frequentata da pochissimi pescatori. ULTIMO AGGIORNAMENTO Novembre 2005
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